Come molti di voi sicuramente già sapranno, le norme sul cambio di gestore nel nostro paese sono state recentemente ritoccate per rendere il tutto più semplice e veloce, con un tempo limite di un mese per la transazione e la migrazione da un operatore all'altro. Una scelta normativa, questa, che favorirà sicuramente la concorrenza tra i protagonisti che operano nella telefonia mobile, ma che, nel contempo, avranno delle ripercussioni anche sulla fidelizzazione del cliente con la compagnia. Il fenomeno del cambio di gestore è sempre più frequente, non solo in Italia: una recente ricerca condotta a nome di Group 1 Software ha mostrato come sia cambiato il volto degli utilizzatori dei telefonini e il suo rapporto con le compagnie telefoniche. I dati, relativi allo scorso anno, hanno evidenziato un aumento di tale pratica, con oltre il 22% delle persone che ha deciso di cambiare operatore, circa un utente su cinque. In Gran Bretagna, addirittura, ci sono stati dei picchi che hanno sfiorato il 39%, mettendo in allarme gli addetti ai lavori del settore. Ma cosa spinge i clienti a cambiare il proprio gestore? A quanto pare gli utenti sia europei che statunitensi sono daccordo sui tre motivi principali per cui si fa tale scelta: i clienti non si sentono valorizzati, sono spesso frustrati dalle scelte commerciali delle aziende che lasciano le offerte maggiormente convenienti ai nuovi utenti, non riservando alcun incentivo ai clienti di lunga data; l'assistenza è decisamente scadente, spesso incapace di dare risposte concrete ai vari problemi riscontrati dagli utilizzatori dei servizi offerti dalla compagnia. Questo potrebbe essere causato anche da una politica del lavoro a basso costo, scarsamente e inadeguatamente formato, che si ripercuote inesorabilmente sul servizio stesso alla clientela. Il terzo motivo è legato, invece, ad un'assenza di assistenza, spesso difficile da raggiungere, lunghi e inutili tempi d'attesa che molte volte non portano a nessuna soluzione. .
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