L'utilizzo del telefonino nella nostra società è senza dubbio un bisogno quasi essenziale. Ma la notizia che ci arriva da Catanzaro ha, francamente, qualcosa di abbastanza al di fuori della cosiddetta normalità. Si tratta della decisione, da parte di un giudice di pace, di dare ragione ad un avvocato, Concetta Ninnari, che ha chiesto dei risarcimenti a causa dell'acquisto di un terminale difettoso. La legale è stata, quindi, impossibilitata ad usare il telefonino per diverso tempo e, sebbene la donna avesse contattato più volte la compagnia per segnalare il malfunzionamento, tali segnalazioni sarebbero state inascoltate. Fin qui niente di strano, anzi: sembrerebbe il minimo, in effetti, avere un risarcimento da parte dell'azienda in torto a causa dei problemi arrecati al cliente. Ma il giudice non si ferma qui: il cellulare guasto, secondo l'autorità, lederebbe addirittura il benessere psicofisico dell'utilizzatore che, quindi, ha diritto anche a questo tipo di risarcimento. Un'esagerazione, quindi? La risposta appare, in effetti, abbastanza soggettiva, ma appare oggettivamente davvero troppo che l'equilibrio psicofisico di una persona possa incrinarsi a causa di un cellulare. .
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